Natale 2012, ogni ragazzo della nostra etàfesteggia il Natale aspettando doni o pacchiregalo.Vi siete mai chiesti se le pe...
mandarini, carrube, caramelle estraccaganasce (castagne secche).Il presepe era di legno intagliato e dipinto maa volte ogn...
I forni delle contrade venivano tenuti accesianche un giorno intero per cuocere il panbiscotto di molte famiglie.Due o tre...
dentro una grande tinozza e poi profumaticon la polvere di borotalco.I più fortunati ricevevano dei vestitini nuovida indo...
A tavola ci si sedeva tutti insieme … sotto alpiatto del papà veniva messa quella letterinascritta qualche giorno prima, m...
Il pranzo continuava con l’arrosto, la polentae una torta con la crema, tagliata a quadretti.Dopo il pranzo i bambini con ...
quando si era stufi di usarlo, rimanevadentro di loro, e li riempiva di gioia e disicurezza.Un piccolo pacco però, per lo ...
un’occasione di scambio e di confronto, unamaniera diversa di vivere il Santo Natale."Questo articolo pubblicato oggi vuol...
of 8

Natale dei nonni 2012

progetto 3t - Testo sul Natale classe terza Castello 2012-2013
Published on: Mar 3, 2016
Published in: Education      
Source: www.slideshare.net


Transcripts - Natale dei nonni 2012

  • 1. Natale 2012, ogni ragazzo della nostra etàfesteggia il Natale aspettando doni o pacchiregalo.Vi siete mai chiesti se le persone di una voltalo vivevano così ?Scopritelo con noi leggendo il paperseguente...Per tutti i nostri nonni il Natale significavagrande attesa che iniziava molto tempoprima della vera festa.A scuola si leggevano molti racconti ma ipreparativi più impegnativi si facevano acasa.In famiglia ognuno svolgeva compitiimportanti che iniziavano in anticipo: sipreparava sia l’albero che il presepe.Se l’albero non c’era si andava nel bosco aprendere un grosso ramo e si decorava con
  • 2. mandarini, carrube, caramelle estraccaganasce (castagne secche).Il presepe era di legno intagliato e dipinto maa volte ogni personaggio veniva fatto dallamamma con il pane; per la capanna ci siprocurava un grosso pezzo di corteccia e ibambini, al ritorno dalla scuolaraccoglievano del muschio; inoltre conl’aiuto delle mamme preparavano una dolceletterina in cui scrivevano dei buonipropositi: chiedevano a Gesù di aiutarli adessere più buoni, più ubbidienti, piùimpegnati a scuola e meno capricciosi.Nelle stalle si uccideva il maiale perinsaccarne la carne; si sceglievano anatre,faraone e galline per l’arrosto e per il brododel giorno della festa.
  • 3. I forni delle contrade venivano tenuti accesianche un giorno intero per cuocere il panbiscotto di molte famiglie.Due o tre giorni prima, in cucina, sipreparavano i tortellini o i cappelletti: sicuoceva la carne per il ripieno chiamatobatù, si faceva la sfoglia che veniva poitagliata, riempita e ripiegata. Insieme aicappelletti normali ne venivano preparatidue o tre molto più grandi e conditi con delpepe… era uno scherzo che si faceva agliuomini di casa…insomma tutti contribuivano perché quelgiorno e quel pranzo di Natale fosserodavvero indimenticabili.La Vigilia di Natale erano tutti indaffarati, aibambini toccava il bagno: venivano immersi
  • 4. dentro una grande tinozza e poi profumaticon la polvere di borotalco.I più fortunati ricevevano dei vestitini nuovida indossare il giorno dopo.Non c’era l’abitudine di preparare una cenaspeciale e si andava a letto presto.La giornata di un Natale lontano iniziavasempre con la Santa Messa; le donneandavano in chiesa di buon’ora, verso le sei,perché poi dovevano tornare a casa per finirdi preparare il pranzo.Anche se era un giorno di festa, i papà,aiutati dai bambini dovevano occuparsi lostesso degli animali nelle stalle, poi alle noveanche loro andavano alla messa, perchéquello era l’orario della messa del fanciullo.Rincasavano con i papà poco prima del pastotanto atteso.
  • 5. A tavola ci si sedeva tutti insieme … sotto alpiatto del papà veniva messa quella letterinascritta qualche giorno prima, ma il papàfaceva finta di non vederla per gran parte delpranzo e nei bambini cresceva l’eccitazione,poi fingeva di scoprirla e, sorpreso econtento, la leggeva a voce alta. A volte sicommuoveva un po’e abbracciava,baciandoli i loro figlioletti.Ma il momento più divertente per i bambiniera quello dei tortellini; sul piatto del papà,del nonno e dello zio infatti veniva messoproprio uno di quei tortellini più grandiconditi con il pepe, loro lo assaggiavano efacevano una lunga scena fingendo disgustoe ribrezzo e così i piccoli di casa ridevanodivertiti.
  • 6. Il pranzo continuava con l’arrosto, la polentae una torta con la crema, tagliata a quadretti.Dopo il pranzo i bambini con le mamme, lenonne e le zie andavano nella stalla pergiocare a tombola, mentre gli uominigiocavano a carte nella cucina al caldo delcamino. Nel tardo pomeriggio con il calesseil papà portava i bambini in piazza adArzignano ad ascoltare gli zampognarioppure in visita da qualche parente menostretto.I nostri nonni ci hanno raccontato chevivevano il Natale con la gioia di stare infamiglia, sentivano il piacere dell’unione edello starsi vicino. Non ricevevano giochi matanto amore e tanta attenzione. Di questecose loro non erano mai stanchi, l’affetto nonera un gioco che si metteva in un angolo
  • 7. quando si era stufi di usarlo, rimanevadentro di loro, e li riempiva di gioia e disicurezza.Un piccolo pacco però, per lo più con dellafrutta, lo ricevevano il giorno della Befana esempre in quel giorno potevano finalmentemangiare le decorazioni dell’albero oanche… il presepe di pane!Siamo stati molto contenti di questoracconto,forse facciamo in tempo anche noia copiare qualche tradizione dei nonni, maintanto, il giorno di Natale, magari proprioall’ora di pranzo, spegneremo la TV e,creando un’atmosfera di ascolto econdivisione, leggeremo con la nostrafamiglia questo racconto. Coinvolgeremo inonni e loro, con tanti ricordi,aggiungeranno molti particolari nuovi. Sarà
  • 8. un’occasione di scambio e di confronto, unamaniera diversa di vivere il Santo Natale."Questo articolo pubblicato oggi vuole essereil nostro modo di augurare a tutti voi e atutte le vostre famiglie .....felici festività natalizie e un sereno 2013!"Alunni della classe terza di Castello.