Politica e social media:
regole minime
di sopravvivenza
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Come comunicare i candidati e gli eletti
su Faceb...
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Chi sono
Mi chiamo Dino Amenduni
Twitter @doonie
Facebook facebook.com/amenduni
e-mail dino.amenduni@proformaweb.it...
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Cinque buone pratiche
1. Ogni atto di comunicazione sul web
è potenzialmente pubblico.
2. Parla nel modo p...
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hashtag #ed14
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www.facebook.co...
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Premessa
“La campagna elettorale di quest’anno
non è stata vinta dalla tecnologia.
Alla vittoria finale ci hanno pen...
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Un tweet
è come un comizio
Strumenti personali, impatto pubblico:
ogni parola scritta da un politico
può avere un’i...
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Un tweet è come un comizio
Maurizio Gasparri
vicepresidente del Senato
Tweet scritto nella notte tra il 14 e il
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Un tweet è come un comizio
Articolo del Guardian a commento del
tweet di Gasparri, 15 giugno 2014.
Gasparri è descri...
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Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica
1. Prima di spingere invio, rispondere al...
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Parlare nel modo più
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velocità e disinteresse:
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Percentuale di analfabetismo funzionale
nei Paesi dell’area OCSE
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Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica
1. Bisogna comunicare immaginando che il...
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Twitter = reintermediazione
Youtube = nativi digitali
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Rapporto Facebook-Twitter in Italia: 8 utenti a 1
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Sessione di domande e risposte → i media ...
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Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica
1. Facebook è il luogo della disin...
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agli stagisti o a un hacker
se fai un errore
Non ti crederà (quasi) nessuno.
Meglio ammettere di...
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Non dare la colpa agli hacker
Francesco Boccia,
presidente della Commissione Bilancio
della Camera, fa confusione t...
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Non dare la colpa agli hacker
...e si giustifica attribuendo la responsabilità “a chi gestisce il profilo”.
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Non dare la colpa agli hacker
Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica
1. Se si fa un errore di comunica...
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Se è già troppo tardi,
non iniziare nemmeno
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Recuperare il tempo perso è corretto
quando si fa con...
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Se è troppo tardi, non iniziare
Letizia Moratti inizia a usare Twitter
in modo intensivo tra il primo e il secondo
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Se è troppo tardi, non iniziare
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di una comunicazione politica approssimativa
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Conclusione
“Coloro che non sono del tutto
consapevoli dei danni derivanti
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Politica e social media: regole di sopravvivenza

Come comunicare i candidati e gli eletti su Facebook e Twitter senza fare troppi danni (Presentazione a Election Days, Torino, 3 ottobre 2014)
Published on: Mar 4, 2016
Published in: News & Politics      
Source: www.slideshare.net


Transcripts - Politica e social media: regole di sopravvivenza

  • 1. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza 2ª edizione Come comunicare i candidati e gli eletti su Facebook e Twitter senza fare troppi danni di Dino Amenduni Election Days Torino, 3 ottobre 2014
  • 2. 2 Chi sono Mi chiamo Dino Amenduni Twitter @doonie Facebook facebook.com/amenduni e-mail dino.amenduni@proformaweb.it tutto il resto about.me/dinoamenduni Sono il responsabile dei nuovi media e consulente per la comunicazione politica per l’agenzia Proforma di Bari (www.proformaweb.it) Sono collaboratore e blogger per Finegil-Gruppo Espresso e La Repubblica Bari e formatore (su social media marketing e comunicazione politica) Tutte le mie presentazioni sono disponibili gratuitamente (sia la consultazione che il download) all’indirizzo: www.slideshare.net/doonie Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 3. 3 sommario Cinque buone pratiche 1. Ogni atto di comunicazione sul web è potenzialmente pubblico. 2. Parla nel modo più semplice e didascalico possibile. 3. Vuoi parlare direttamente agli elettori? Usa Facebook. Vuoi parlare attraverso i media? Usa Twitter. Vuoi parlare ai nativi digitali? Non dimenticarti di Youtube. 4. Non dare la colpa agli stagisti o agli hacker se fai un errore (e chiedi scusa: tutti sbagliano). 5. Non iniziare a usare i social media a distanza troppo ravvicinata dalle elezioni. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 4. 4 Commenta live account @doonie hashtag #ed14 Politica e social media: regole minime di sopravvivenza www.facebook.com/amenduni
  • 5. 5 Premessa “La campagna elettorale di quest’anno non è stata vinta dalla tecnologia. Alla vittoria finale ci hanno pensato Obama, il suo incredibile staff, le idee e il messaggio che è stato trasmesso al popolo americano. La tecnologia è stata soltanto uno strumento di supporto”. Harper Reed, Chief Technology Officer di Barack Obama 2012 Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 6. 6 Un tweet è come un comizio Strumenti personali, impatto pubblico: ogni parola scritta da un politico può avere un’influenza immediata online e offline, in Italia e all’estero. 1. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 7. 7 Un tweet è come un comizio Maurizio Gasparri vicepresidente del Senato Tweet scritto nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2014, ore 2 AM, dopo Italia- Inghilterra ai mondiali di calcio in Brasile Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 8. 8 Un tweet è come un comizio Articolo del Guardian a commento del tweet di Gasparri, 15 giugno 2014. Gasparri è descritto come “one of Italy’s most gaffe-prone politicians” Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 9. 9 Semplice e didascalico Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica 1. Prima di spingere invio, rispondere alla domanda: “Ripeterei le stesse parole in una piazza gremita?”. Se la risposta è ‘no’, non pubblicare. 2. Se un politico decide di dare una notizia sui propri canali sui social media, anziché sui mezzi tradizionali (soprattutto se in campagna elettorale o con un ruolo amministrativo) ha buone opportunità di essere rilanciato sui mezzi tradizionali, ma con il vantaggio di dare un senso all’utilità di seguire i suoi account: lì le notizie si trovano prima e dalla viva voce dei protagonisti. 3. Tenersi alla larga dai social media quando si è in uno stato di alterazione (stanchezza, ubriachezza, rabbia...). Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 10. 10 Parlare nel modo più semplice e didascalico possibile Tra analfabetismo funzionale, velocità e disinteresse: comunicare senza mai dare nulla per scontato. 2. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 11. 11 Semplice e didascalico Percentuale di analfabetismo funzionale nei Paesi dell’area OCSE (dati Human Development Report). Quasi un italiano su due non comprende pienamente un testo scritto dopo averlo letto = se non si parla in modo semplice, il messaggio non arriverà. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 12. 12 Semplice e didascalico Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica 1. Bisogna comunicare immaginando che il pubblico stia ascoltando per la prima volta ciò che abbiamo da dire: linguaggio didascalico, niente acronimi, niente elenchi di leggi o decreti senza spiegazioni. Meglio un post lungo e comprensibile che un post breve e incomprensibile. 2. I contenuti devono essere prodotti secondo una logica di scalabilità, dal livello minimo di complessità (social media) al livello massimo (approfondimenti sul sito Internet). L’elettore deve essere lasciato libero di scegliere dove e come informarsi. 3. “Se non lo riesci a dire in 140 caratteri, non mi interessa” (da un articolo de La Stampa) → su Twitter meglio un titolo con link che contrazioni e punteggiature sballate. Buona comunicazione = uso appropriato della lingua italiana. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 13. 13 Facebook = disintermediazione Twitter = reintermediazione Youtube = nativi digitali Un ecosistema, tre strategie diverse. 3. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 14. 14 Un ecosistema, tre strategie Rapporto Facebook-Twitter in Italia: 8 utenti a 1 (Facebook 26 milioni di utenti, Twitter 3.5 milioni) Nel mondo: FB 1.5 miliardi di utenti, TW 500 milioni Youtube più diffuso di Facebook tra gli under 30 In Italia i tre strumenti hanno funzioni diverse e interdipendenti. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 15. 15 Un ecosistema, tre strategie #Matteorisponde, Primarie PD, 8 dicembre 2013 Sessione di domande e risposte → i media tradizionali non servono Uso di Twitter → i media tradizionali rilanciano Youtube (Hangout) → i media tradizionali hanno contenuti a costo zero Un’idea di comunicazione nata per il web ha effetti molto più complessi Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 16. 16 Un ecosistema, tre strategie Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica 1. Facebook è il luogo della disintermediazione: è lo strumento teoricamente ideale per comunicare ai cittadini senza l’aiuto della mediazione giornalistica. Perché la disintermediazione sia reale, è necessario che il flusso di comunicazione sia bidirezionale: non solo dai politici ai cittadini, ma anche dai cittadini ai politici (e il feedback deve avere un valore politico). 2. Twitter è il luogo della reintermediazione. Strumento amato dai grandi nodi dell’informazione italiana, può rappresentare un’alternativa rapida ed efficace ai comunicati stampa (e in alcuni casi persino alle conferenze stampa). 3. Se si ambisce a raggiungere un pubblico under-30, il primo passo da fare è pianificare una strategia di produzione di contenuti video. (Elezioni politiche 2013: M5S al 43% tra gli under 24 e con il canale Youtube con più visualizzazioni nell’anno in Italia). Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 17. 17 Non dare la colpa agli stagisti o a un hacker se fai un errore Non ti crederà (quasi) nessuno. Meglio ammettere di aver sbagliato: capita a tutti, soprattutto con la comunicazione online piuttosto che peggiorare la situazione. 4. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 18. 18 Non dare la colpa agli hacker Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, fa confusione tra gli aerei da guerra F35 e gli elicotteri della Protezione Civile... Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 19. 19 Non dare la colpa agli hacker ...e si giustifica attribuendo la responsabilità “a chi gestisce il profilo”. Online questa spiegazione è stata considerata poco credibile. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 20. 20 Non dare la colpa agli hacker Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica 1. Se si fa un errore di comunicazione, meglio inviare immediatamente una rettifica sullo stesso canale, cancellando il post erroneo solo qualora il contenuto sia ad alto tasso di viralità (se l’errore viene scoperto in pochi secondi e il mittente non è così popolare, si può valutare di cancellare il post). 2. Qualora la frittata sia già stata fatta e il post è stato visto da molte persone bisogna evitare di cancellarlo per cercare di nascondere le prove. Potrebbe scattare un Effetto Streisand che aumenterebbe la conoscenza di quel post invece che ridurla. 3. Dare la colpa a condizioni esterne (stagisti, hacker, virus) non risolverà il problema, anzi: gli utenti non ci crederanno, il personaggio politico ne uscirà ancora più delegittimato. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 21. 21 Se è già troppo tardi, non iniziare nemmeno a usare i social Recuperare il tempo perso è corretto quando si fa con molti mesi di anticipo: a poche settimane o a pochi giorni dalle elezioni sarà solo una mossa elettorale, potenzialmente dannosa. 5. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 22. 22 Se è troppo tardi, non iniziare Letizia Moratti inizia a usare Twitter in modo intensivo tra il primo e il secondo turno delle elezioni Amministrative a Milano del 2011 (Moratti era sindaco in carica). Per farlo crea un hashtag (#mirispondi) con lo scopo di generare più interazioni possibili. Costruisce uno staff last-minute, ma proprio lo staff cade in un tranello satirico. Questo è uno dei più gravi errori di comunicazione politica degli ultimi anni: il sindaco in carica dimostra di non conoscere le strade della città che amministra. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 23. 23 Se è troppo tardi, non iniziare In questa slide: effetti collaterali di una comunicazione politica approssimativa sui social media. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 24. 24 Se è troppo tardi, non iniziare Tre conseguenze dirette sulla comunicazione politica 1. Se il profilo di un politico è incompatibile con la comunicazione sui social media (scarsa abitudine tecnologica, mancanza di volontà di usare gli strumenti, scarsa empatia), è meglio essere coerenti e non usarli fino alla fine, piuttosto che tentare un’operazione simpatia poco prima del voto. Le elezioni possono essere vinte anche senza social (e senza comunicazione, in alcuni casi estremi). 2. Più tardi si inizia con l’utilizzo dei social media, più la pressione dell’opinione pubblica è forte, meno ci si dovrebbe affidare a risorse esterne, soprattutto se a digiuno di politica. 3. La comunicazione sui social media è altamente consigliata ma non del tutto obbligatoria: alla luce di queste cinque regole, il lavoro va organizzato in modo scientifico, altrimenti i rischi sono decisamente superiori rispetto alle opportunità. Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 25. 25 Conclusione “Coloro che non sono del tutto consapevoli dei danni derivanti dall’applicazione delle strategie non possono essere neppure consapevoli dei vantaggi derivanti dalla loro applicazione”. Sun Tzu, L’Arte della Guerra (VI secolo a.C.) Politica e social media: regole minime di sopravvivenza
  • 26. 26 Politica e social media: regole minime di sopravvivenza Grazie.
  • 27. Proforma srl bari 70122 - via putignani, 141 - tel 0805240227 - fax 0800999044 roma 00184 - via iside, 12 - tel 0699920746 / 0699920744 - fax 1782225320 facebook.com/proformaweb @proformaweb youtube.com/proformaweb proforma@proformaweb.it www.proformaweb.it

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