Nota della Segreteria Regionale FLP SCUOLA/FIS-CAB per la Puglia SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA E OBBLIGHI DI...
collocare delle attività aggiuntive nel periodo suddetto, ferma restante la facoltatività delle stesse, laloro calendarizz...
Considerazione, questultima, già condivisa dal Ministero della Pubblica Istruzione, anche incostanza di disciplina pubblic...
of 3

Presenza docenti

Nota della Segreteria Regionale FLP SCUOLA/FIS-CAB per la Puglia. SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA E OBBLIGHI DI PRESENZA A SCUOLA DEI DOCENTI
Published on: Mar 4, 2016
Source: www.slideshare.net


Transcripts - Presenza docenti

  • 1. Nota della Segreteria Regionale FLP SCUOLA/FIS-CAB per la Puglia SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA E OBBLIGHI DI PRESENZA A SCUOLA DEI DOCENTIA seguito di numerose richieste di chiarimento – pervenute a questa SegreteriaRegionale FLP- SCUOLA/FISC-CAB – relativamente agli obblighi di permanenza ascuola dei docenti nel periodo di sospensione delle attività didattiche, riportiamo laseguente nota di questa Segreteria.Come reso noto dalla sentenza del Consiglio di Stato dell’8 maggio 1987 e piùrecentemente da una sentenza del Tribunale di Trento del 23/01/2004 nonché daun’ulteriore sentenza del Giudice del lavoro di Napoli r.g. 5344/2006,durante la sospensione dell’attività didattica possono essere effettuate solo attivitàfunzionali all’insegnamento di carattere collegiale previste nel Piano annuale delleattività deliberato dal Collegio nel mese di settembre e, comunque, nel rispetto delle 40 ore annue per il Collegio e 40 ore per i consigli di classe.Non c’è, invece, durante la sospensione delle attività didattiche, alcun obbligo diinsegnamento o presenza a scuola per altre attività. Figura 1 Sospensione delle attività didattiche: nessun obbligo di presenza per i docentiNEL MERITO DELLA NORMATIVA La richiesta da parte di taluni Dirigenti scolastici di obbligare i docenti a prestare servizio anchenei periodi di sospensione delle lezioni, facendo riferimento all’orario di insegnamento confliggecon le norme pattizie (CCNL 2002-05, art. 26 e 27), e si pone in contrasto con la Sentenza delConsiglio di Stato dell’8 maggio 1987. Nel “periodo di sospensione dell’attività didattica”possono essere effettuate solo le “attività funzionali all’insegnamento” di carattere collegialeeventualmente previste nel Piano annuale delle attività deliberato dal Collegio e, comunque, nelrispetto del monte ore totale previsto dal contratto: 40 ore annue per il Collegio e 40 ore dimassima per i consigli di classe. Non sussiste invece, sempre in detto periodo, alcun obbligo diinsegnamento o presenza a scuola per altre attività, ovvero non c’è l’obbligo di una ‘prestazione diservizio’ pari alle 25 ore settimanali nella scuola materna, 22+2 ore settimanali nella scuolaelementare e 18 ore settimanali nelle scuole secondarie. Questo non esclude la possibilità di
  • 2. collocare delle attività aggiuntive nel periodo suddetto, ferma restante la facoltatività delle stesse, laloro calendarizzazione nel Piano annuale delle attività, ed il riconoscimento economico aggiuntivosecondo le tabelle previste dal contratto.Anche quando il rapporto di lavoro dei docenti non era ancora stato privatizzato, lAmministrazioneaveva già escluso ogni obbligo da parte dei docenti, in ordine alla presenza a scuola durante iperiodi di sospensione delle attività didattiche. Con lunica eccezione delle attività funzionaliallinsegnamento che, comunque, non possono sforare le 40 ore fissate dal contratto del 1995.Gli obblighi di servizio del personale docente, stante la contrattualizzazione del rapporto di lavorooperata dal decreto legislativo 29/93, come riformato e vigente (dlgs 165/2001), non possono cheessere individuati se non allinterno della normativa pattizia che regola al fattispecie.Nel caso di specie le norma di riferimento sono costituite dagli artt. 40,41 e 42 del Ccnl del 4 agosto1995.In via preliminare occorre escludere che la fattispecie di cui si discute possa essere ascritta agliobblighi relativi allattività di insegnamento. Va da sé, infatti, che in assenza dei soggetti destinataridel processo didattico viene a cessare la condicio sine qua non relativa al verificarsi della predettafattispecie. In altre parole, il terminus a quo in ordine allinsorgenza del relativo obbligo vaindividuato nella sussistenza dellevento che ne costituisce il presupposto: la presenza degli alunniallinterno dellistituzione scolastica, in costanza di erogazione del servizio didattico insorgente dalverificarsi dellepoca compresa nei termini del calendario delle lezioni.Appare pacifico, dunque, che non sussiste alcun obbligo di insegnamento, in capo ai docenti,nellepoca individuata come "periodo di sospensione delle attività didattica".Di qui linesistenza dellobbligo di prestazione di cui allart.41, cc.1 e 2 del Ccnl: 25 ore settimanalinella scuola materna, 22 ore settimanali nella scuola elementare, alle quali si aggiungono 2 ore diprogrammazione settimanali, e 18 ore settimanali nelle scuole secondarie.Tanto premesso si ritiene, invece, potenzialmente lecito un provvedimento dirigenziale ordinatoalladempimento di eventuali obblighi residui in relazione alla prestazione contemplata nellart.42,c.3 lett.a). Ciò in stretta osservanza del monte di 40ore fissato dalla citata clausola contrattualeladdove dispone che: ". Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituiteda: a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa lattività diprogrammazione e verifica di inizio e fine anno e linformazione alle famiglie sui risultati degliscrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sullandamento delle attività educative nelle scuolematerne e nelle istituzioni educative, per un totale di 40 ore annue".Resta ferma, in ogni caso, la non obbligatorietà di prestazioni aggiuntive oltre tale limite.Di qui linsorgenza del giusto diritto potestativo in capo al docente di rifiutarsi di prestareservizi di natura supplementare. In particolare se, nel periodo compreso tra il1° settembre e ladata dinizio delle lezioni, sono state erogate prestazioni tali da determinare eccedenze. Ciò anche insede di erogazione della prestazione ordinata alla partecipazione alle riunioni del Collegio deidocenti e quantaltro.Quanto allobbligo di firma durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, fattesalve le considerazioni appena enunciate, è appena il caso di ribadire che esso non sussiste inalcun modo. Figura 2 Nessun obbligo di firma per i docenti
  • 3. Considerazione, questultima, già condivisa dal Ministero della Pubblica Istruzione, anche incostanza di disciplina pubblicistica del rapporto di lavoro, e resa nota per il tramite delle note:u.c.c.d.d.30/06/80 prot.n.1972 e 28/7/81 prot.980.Nei periodi di interruzione dell’attività didattica nessuna presenza a scuola è dovuta al di fuori delpiano delle attività deliberato dal Collegio dei docenti (art. 28 comma 4 CCNL 2006/09).Segnalare eventuali abusi : federazionescuolacab@tiscali.it oppure al WebmasterLA SEGRETERIA REGIONALE FLP SCUOLA/FIS-CAB PUGLIA

Related Documents