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Pontormo E Il 900

SAGGIO SUL MANIERISMO
Published on: Mar 4, 2016
Published in: Business      Entertainment & Humor      
Source: www.slideshare.net


Transcripts - Pontormo E Il 900

  • 1. Tralacategoriedellospirito e dell’arte che ricorrono ci- clicamente ripresentandosi inepochediverse,quelladel “manierismo” ha sorpren- dentiaffinitàconlacrisiesi- stenzialedicuièintrisotutto il Novecento. In tale conte- stostorico-culturaleemerge con un’identità peculiare il casoPontormo,l’artistacin- quecentesco che per la tor- mentata biografia e il carat- teremisteriosodellesueopere ha saputo risvegliare in al- cuni artisti contemporanei reminiscenzecarichedisug- gestioneepregnanza.Lemo- tivazioni della predilezione per Pontormo si accentrano inprimoluogosullasuado- lente biografia, resa leggen- daria anche grazie al Diario, compilatonegliultimissimi anni della sua vita (dal gen- naio 1554 all’ottobre 1556) che ha contribuito alla crea- zionediquestomito.Ilmo- tivocentraledell'anacoretica esistenzadiPontormoèenu- cleatofindallefontiantiche, che hanno cristallizzato l’aspetto dell’artista malin- conico:unaspettoresotanto più lacerante dalla testimo- nianza del Diario, che per la sua ipocondriaca severità si avvicinaamoltedellenevrosi dell’epoca attuale. In esso l’artista registra un elenco ossessivo di cibi ingeriti e minuziequotidianechecon- fermanol’immaginedelmi- santropo, un uomo chiuso nella sua ascesi estetica per ultimaregliaffreschidelcoro di San Lorenzo. Per cogliere questa tonalità spiritualeciappaionodistra- ordinarioacumeleparoledi Mario Luzi, che ha rivolto unaparticolareattenzioneal genialemanieristaricostruen- done il tormento interiore nellapièceteatraleFelicitàtur- batedel1995,rappresentata al58°MaggioMusicaleFio- rentinoedirettadaFederico Tiezzi. Luzi per illuminare le implicazioni del titolo scelto ha individuato la di- scrasia tra l’esteriore flori- dezza di un momento sto- rico, tronfio delle sue con- quiste conoscitive e mate- riali, e un fattore negativo che in quell’edificio si insi- nuamutandonel’aspettofino a renderlo mostruoso: «un sentimento nuovo e inquieto che si stava insinuando nella pre- sunta armonia rinascimentale edèrimastonellanostrapsiche: unallarme,unrimorso,untur- bamento nella troppo ostentata serenità». E nel reinventare lecanzonatureperlaprover- biale“astrattezza”operilfre- quente“incantamento”del- l’artista,Luziriproducel’ico- nografia stessa del malinco- nico:«manonhalatestaferma. // Passa giorni strani, / se la tienefralemani/[…]/Siin- cantanellecose,sogna,/leguarda le vede e non se ne accorge». E ancora allo stesso tempera- mentomalinconicoealleper- turbanti inquietudini reli- giose del nostro sono ricon- dotte dal poeta la straordi- nariaesuberanzadelleardite proposte stilistiche pontor- mesche: «Si sono fatti sempre più chiari e soffici i miei co- lori, / come a contrastare quello scuro che ho dentro di me / e a sfidarlo. Chiaro, chiaro, quasi trasparente il giallo nell’incon- tro con il sole / e il blu che pro- fondamentelotraversa…senza ombre, pare; / ma c’è l’ombra, c’è: è un rattristarsi, un ottene- bramento lieve / che non spicca mapervadequelchiarore./Èla nostramalattia.Lamortes’in- filtranelfulgore,/cimandacosì l’avvertimento. Ho orrore della morte, / poco commendevole cri- stiano, la fuggo, mi nascondo, / mi rintano, non voglio vederla, non voglio se ne parli. / Solo il Cristo l’ho dipinto morto non una ma più volte. / Mettevo in Luituttalamorteeluinesoste- neva il peso- / perché fosse libe- rato da morte il mondo intero e anche io…». SonoproprioicoloridiPon- tormocongliimprevedibili effetticangiantiadavercol- pitogliincredulispettatori, come un’impronta retinica accecante che resta silente per secoli o sottaciuta e poi, adistanzaditempo,esplode neivirtuosismidell’acrilico, delmediumelettronicoonelle prismatichesfaccettaturedel lessico descrittivo. In tal di- rezione si registra la straor- dinaria sceneggiatura della Ricotta di Pier Paolo Paso- lini, più ancora forse che il tableau vivant semiserio del- l’omonimomediometraggio del 1962, che ricostruisce la Deposizione di Santa Felicita in un difficile equilibrio tra il grottesco e il sublime. È nelle pagine di Pasolini che troviamoindicazionicroma- tiche di prorompente sen- sualità, in una allucinata ricostruzioneassociativadelle tonalità pontormesche in grado di cogliere appieno il carattere “mentale” delle gamme manieriste, sospese tra lo statuto del naturale e dell’estremoartificio:«rosso violentoeprezioso»,un«az- zurro che si fa verde», «un pallore, un vuoto, un nulla caricodiqualcosachefurosso, ed è: ma come spettro fra- grante»,«ungiallinodispi- ghe», «Un rosa più squisito dicosì,cosìfemminile,èim- Pontormo tra letteratura e arte nel ‘900 n° 314 - marzo 2004 © Tutti i diritti sono riservati Fondazione Internazionale Menarini - è vietata la riproduzione anche parziale dei testi e delle fotografie Direttore Responsabile Lucia Aleotti - Redazione, corrispondenza: «Minuti» Via Sette Santi n.1 - 50131 Firenze - www.fondazione-menarini.it Pontormo: Deposizione (part) - Firenze, Chiesa di Santa Felicita, Cappella Capponi
  • 2. pag. 2 possibile pensarlo» Ma vale lapenadileggerealmenoin partelaricostruzioneverbale tentatadaPasolinidellaDe- posizionefiorentina,attentis- simaetuttaviatrasfigurante, forsequantol’operapontor- mesca:«Incima–verderozzo, papaverosvanito,egiallinoopaco – una santa e un angelo, che guardano, pietosi. Sotto, a de- stra,laMadonna,tuttaavvolta in una grande roba del verde delle foglie subacquee, raccolto intorno all’ovale della faccia senza sopracciglia. Sotto, […] due donne con cuffia a fragola stinta e abiti verdi d’acqua […]». Spiccano poi le inte- neritenotazionirelativeagli angeli portatori, «soldata- glia bionda», che Pasolini riesce a trasformare nei suoi fulvi “ragazzi di vita”: «due angioli riccioloni e un po’ ro- sci,hannol’ariacontadina:ma cresciuti in città. Il fondo del- l’espressione è perduto o piutto- sto citrullo». Si rivolge infine all’ultimo in basso, innega- bilmente individualizzato già nella pala cinquecente- sca, e che appare quasi im- barazzato: «accucciato, un po- chino stempiato – con sotto la chiomaricciolonamezzaroscia, gliocchiinfossati,lecigliaspio- venti e le mascelle un po’ troppo tonde e grosse […] un manto lo cerchia fino a raccogliersi sulla coscia, giallo grano, sopra la mutanda di quel solito, stinto, crudele,disseccatoverdino».Per perdersiinfinenellacontem- plazione di un sublime det- taglio: «un braccio bello come una mandibola d’elefante le- vigatadaunmarecolorpesca». Pasoliniriesceforseatoccare i tasti più alti delle possibi- litàevocativedellaparolain emulazioneconun’esperienza figurativa di straordinario spessorestilistico,casounico nell’ecfrasis se non nell’arte. A livelli più umbratili, ma non meno significativi, si trovanoaltriautori(adesem- pio Carlo Emilio Gadda e LeonardoSciascia)chefurono affascinatisottodiversiaspetti dallasingolarefiguradell’ar- tista cinquecentesco: Pon- tormo diventa un punto di riferimento raro quanto ri- cercatoperreminiscenzelet- terarieodichiarazionidipoe- tica, occasione di citazioni per le sue note idiosincrasie biografiche. Pontormo ap- pare sempre più una figura novecentesca ante litteram e Pontormo: Deposizione - Firenze, Chiesa di Santa Felicita Bill Viola: The Greeting, videoistallazione 1995 foto Kira Perov a destra: Pontormo: La Visitazione Carmignano (FI), Pieve di San Michele
  • 3. pag. 3 nonsorprendeilfattocheal- cuni artisti contemporanei lo abbiano eletto compagno di strada privilegiato. Rife- rimenti a Pontormo si rin- tracciano,adesempio,inVa- nessaBeecroft,giovanearti- stauscitadall’Accademiadi Brera nel 1993, ma consa- crata ben presto a livello in- ternazionale. Uno dei suoi primi lavori si intitola Il li- bro del cibo, un diario dove raccoglievaglielenchidegli alimenti che aveva ingerito giorno per giorno dal 1983, suddivisipergammecroma- tiche.Questeannotazionidi pontormescamemoriasitra- duconopoiinunaveraepro- pria performance durante la quale la Beecroft chiama le compagne di accademia or- dinando loro di camminare perBreraecaratterizzandole conprecisenotecromatiche. In questa e nelle perfomance successivericorrel’ossessione perilcorpo,tematicagiàpon- tormesca e oggi comune a unagenerazionechehafatto i conti di volta in volta con anoressia e bulimia. Ancora numerose e nei media arti- sticipiùdisparatisonoleri- presealivellofigurativodel- l’opera di Pontormo. Tro- viamo la citazione parziale - già tipica del manierismo - che utilizza formule collau- datecomenelcasodiTamara de Lempicka che ha saputo fondere l’instabilità di certe posepontormescheconillu- corealgidodellamateriabron- zinesca.Nelcambiaregenere artistico si deve menzionare ilcineastadaneseCarlTheo- dor Dreyer, che nei primi piani della sua Passion de Je- anneD’Arc,filmcultdel1928, hacoltotuttoildoloreinso- stenibile e represso del San Quintinopontormesco.Dav- vero singolare è anche la ri- costruzionedellodimensione spazio-temponellavideoin- stallazione The Greeting di Bill Viola, opera del 1995 presentataallaXLVIedizione della Biennale veneziana. Il celebre videoartista ameri- cano racconta, dilatandolo conlasospensionedelralenti, l’incontro fra tre donne per stradasullasciadellacelebre Visitazione di Pontormo a Carmignano. Viola tenta di ricrearenonsololeatmosfere sospese tipiche del pittore manierista, ma anche i suoi colori saturi e squillanti at- traversoilmezzoelettronico. Giungiamoinfinearivisita- zioni contemporanee divise tral’hommageàelaveraepro- pria sfida. In tutto questo universo di immagini colte e derivate, uno statuto par- ticolarevariconosciutoadue opere, indiscussi capolavori pontormeschi:laDeposizione di Santa Felicita e la Visita- zionediCarmignano,chesem- brano quasi ossessionare la memoria visiva del Nove- cento. Ne possiamo avere confermanelleinesausteprove compositivediVirgilioGuidi che dagli anni Quaranta va- rieràuncentinaiodivoltesul tema degli “Incontri” o “Vi- site”inunpercorsodiricerca formalecheruotaintornoalla Visitazione pontormesca. I tempipercoglierelamoder- nità di Pontormo sembrano ormaimaturi:GiovanniFago, regista televisivo e cinema- tografico, ha realizzato nel 2000 una biografia cinema- tografica di Pontormo, una lettura attualizzante della sua vicenda che uscirà nei prossimi mesi. francesca pellegrino federico poletti

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